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28 Gennaio 1982: L’associazione Amici di Brugg nasce una seconda volta, in maniera ufficiale, in Piazza Garibaldi in Saluzzo. Dopo anni da pionieri e tante battaglie vinte all’attivo, raggiungono la maturità ma non fermano il loro fermento, anzi continuano a percorrere una strada costellata di successi scientifici e umani.
Oggi incontriamo Marco Iorio e suo figlio Marco (figlio d’arte) per ripercorrere insieme le loro vittorie e i loro obiettivi.

Qualche tempo fa ho iniziato questo percorso per conoscere l’associazione di dentisti più antica d’Italia. Nel 1982, un notaio mette nero su bianco, nasce gli Amici di Brugg, in Piazza Garibaldi 12 in Saluzzo. Come ci si sente a far parte di un’associazione che in pochi anni passa dalle poche decine alle migliaia di persone?

Mario: sono entrato negli Amici di Brugg nel 1976 quando, dopo essermi laureato l’anno prima in Medicina e chirurgia, frequentavo il primo anno di specialità (ancora non esisteva la Facoltà di Odontoiatria). A quel tempo, per diventare socio dell’Associazione, bisognava frequentare il Corso pratico di una settimana presso lo studio del dott. Carlo De Chiesa. Docenti-istruttori, oltre a lui per la protesi fissa, erano: il dott. Pescarmona per la conservativa, Biaggi e Vergnano per la protesi mobile ed il dott. Garberoglio per l’endodonzia. I partecipanti erano pochi, perché il Corso era pratico e si svolgeva interamente sul paziente e quindi non potevamo essere più di tanti intorno alla poltrona. Questo è il motivo per cui i soci erano in numero non elevato, però i partecipanti al Congresso annuale erano già allora tantissimi. Io e tanti dentisti insieme a me, più che di un’associazione, ci siamo sentiti parte di una famiglia, in cui relatori di chiara fama si comportavano nei nostri confronti proprio come i padri con i figli… A proposito di figli, forse mi sono dilungato troppo ed è ora di passare la parola a mio figlio Marco…
Marco: Io sono un “nipote di Brugg”, fin da piccolo ho potuto apprezzare il clima di amicizia di questo gruppo, frequentando da accompagnatore i Congressi di Rimini e Punta Ala con i miei genitori e i miei nonni. Da quando ho iniziato gli studi di Odontoiatria sono passato da accompagnatore a partecipante, potendo apprezzare appieno lo spirito di condivisione dei membri di questa Associazione: è bello sapere che il fermento creato da un uomo pieno di passione sia diventato un gruppo di cui far parte, è come avere un’esperienza di sessant’anni anche se ne hai la metà!

Quando nasce, l’associazione, aveva già all’attivo venticinque congressi, di cui i primi 22 itineranti, in giro per l’Italia e tre consecutivi alla fiera di Rimini, che è stata una metà stabile per molti anni, come mai?

Mario: il Congresso era organizzato ogni anno in una città diversa, spostandosi da nord a sud di regione in regione, per raggiungere i dentisti di tutta la penisola, molti dei quali avrebbero avuto difficoltà a spostarsi con i mezzi di trasporto e le vie di comunicazione di allora.
Nel 1980 il Congresso, ancora itinerante, si svolge a Rimini e da allora non si sposterà dalla città romagnola per più di trent’anni. Il motivo? Penso perché la sua posizione centrale permette di raggiungerla da ogni parte d’Italia, inoltre la grande recettività della sede congressuale (la vecchia fiera) e delle strutture alberghiere era adeguate alle migliaia di partecipanti e dei loro familiari, infine, anche e soprattutto per la disponibilità e la capacità del dott. Merli, Amico di Brugg di vecchia data, che per molti anni a venire si occuperà della non facile organizzazione del Congresso. Li abbiamo trovato una sede stabile, e in quegli anni abbiamo intrapreso iniziative che hanno plasmato la manifestazione in maniera significativa.
Marco: …si riferisce alle riprese video, che per noi adesso sono la normalità, ma a quei tempi erano una novità assoluta. Una vera rivoluzione nel nostro campo. Telecamere a circuito chiuso che riprendevano in diretta interventi sul paziente e li trasmettevano in tempo reale in sala, con le spiegazioni dei vari passaggi da parte del relatore-operatore. Un mezzo didattico innovativo di grande efficacia, utilizzato per la prima volta, probabilmente non solo in Italia.

…e dopo Rimini e tanta altra storia, è arrivata Stresa, come avete scelto le sedi dei vari congressi e perché?

Mario: cessato il rapporto con il nostro sponsor storico, l’anno scorso è stata scelta come sede Milano, dove era stato organizzato il primo Congresso nel 1958. Anche quest’anno ci sarà il ritorno in una sede “storica”, Stresa, dove si svolse il Congresso del 1974 e del 1978.
Marco: abito abbastanza vicino a Stresa per conoscerla bene, ma sufficientemente lontano per descriverla con obiettività. E una accogliente località turistica sul Lago Maggiore, che offre svariate possibilità di svago e divertimento, sia alle famiglie che ai single. Le escursioni alle isole Borromee ed al Mottarone (la montagna di Stresa), con il suo panorama unico su sette laghi sono alcune delle possibilità offerte da questa sede.

Il programma di questa sessantesima edizione è molto ricco e molto vasto. Non ho potuto fare a meno di notare che, anche per una “vergine” come me nel campo dell’odontoiatria, è risultato “comprensibile”, permettetemi l‘ironia, e “capire” non capita spesso in campo medico…

Mario: (il mio interlocutore ride divertito) Beh mi fa piacere! Vuol dire che ha raggiunto lo scopo. Come abbiamo detto più volte, Amici di Brugg è un’associazione che si prefigge da sempre di aggiornare in maniera pratica il professionista, usando un linguaggio semplice e chiaro; per cui magari una come lei dovrebbe “studiare” un po’, ma sono sicuro che ogni socio sarebbe ben lieto di offrirle spiegazioni adeguate se non dovesse capire delle cose… (ride)
Marco: Inoltre cerchiamo sempre di stare al passo coi tempi, con uno stile di comunicazione semplice e chiaro, “social” per utilizzare un termine molto in voga in questi anni. Come ho già detto prima siamo sempre stati al passo con i tempi, negli anni ottanta sono state le riprese televisive, oggi è internet… domani chissà…

Io chiudendo le interviste, adotto sempre un rituale, chiedo ai miei interlocutori di identificarsi con qualcuno che lo rappresenti e perché. Se doveste ispirarvi a qualche personaggio storico, quale scegliereste? (i miei interlocutori sorridono divertiti, ci pensano un po’ su)

Mario: Certo questa è una domanda difficile… forse con nessuno, ne ho ammirati tanti ma ogni uomo è diverso. Io sono io, nel bene e nel male. Direi piuttosto che, nella mia pratica quotidiana, ho come punti di riferimento i grandi maestri da cui ho imparato la professione ed i loro insegnamenti.
Marco: Trovare una persona con cui identificarmi non è così immediato. Molto probabilmente vorrei avere avuto la possibilità di conoscere di persona “il Bubi”, come l’ho sempre sentito chiamare in casa, di cui ammiro lo spirito didattico e la capacità di aver aggregato attorno alla sua figura un gruppo così longevo e motivato di persone accomunate dagli stessi valori umani e professionali.

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