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INTERVISTA A GIAN EDILIO E LUCA SOLIMEI

1957-2017. Sessant’anni di storia, di conquiste, di amicizia. Un percorso pieno di accadimenti con un unico denominatore comune: voglia di crescere insieme.
Oggi con Gian Edilio Solimei, Vice Presidente degli Amici di Brugg, e suo figlio Luca, iniziamo un percorso per raccontare l’Associazione odontoiatrica più antica d’Italia. Oltre mezzo secolo a nostra disposizione per scoprire tutta la loro fertile e fruttuosa attività.

Nel 2017, si celebrano sessant’anni della storia degli AdB, se doveste descrivere con una canzone cosa rappresenta per voi l’associazione, quale scegliereste?

Gian Edilio: Direi senza ombra di dubbio: “Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo…” ma meno malinconica perché alla fine non è rimasta una sola persona come nella canzone ma siamo diventati in tanti e anzi, guardi qui, siamo fianco a fianco con le nuove generazioni!
Luca: Non so, forse “I tempi cambiano” dei Negrita. In Amici di Brugg c'è chi ha voglia di cambiare così ci spingiamo a ideare ogni anno qualcosa di nuovo ed interessante, come ad esempio abbiamo fatto con il Brugg's Gymnasium ed il Coast to Coast, eventi scientifico-culturali caratterizzati anche da uno spirito di amicizia e condivisione molto apprezzati che ci spingono a proporne altri in futuro che, in realtà, sono già in cantiere.

Vi confesso che prima di farvi quest’intervista, mi sono ben documentata sugli Amici di Brugg e quello che mi ha maggiormente impressionato è proprio l’intento con cui è nata l’Associazione. Un connubio tra medicina e amicizia. Questi valori sono vivi ancora oggi fra i soci?

GE: Gli Amici di Brugg rappresentano tante cose. Dentro c’è passione, conoscenza, innovazione, tecnologia, altruismo e amicizia. Ci unisce un filo che ci tiene insieme da oltre mezzo secolo, e che ad oggi vanta molti risultati concreti. Non sono io a dirlo ma è la storia che ci precede a parlare per noi. Tutto è iniziato con degli intenti che sono ancora oggi alla base della nostra attività: solidarietà, scambio culturale e amicizia.

Augusto Biagi, fondatore dell’Associazione, ha riunito persone che avevano in comune la passione per l’odontoiatria e ha dato loro la possibilità di vedere dimostrazioni di pratica professionale; all’epoca infatti non esistevano scuole di specializzazione, e così facendo ha aperto un varco di scambio esperienziale che ha nutrito e nutre tutt’oggi l’Associazione. Ed è proprio questo immenso bagaglio di arricchimento che ha fatto nascere l’amicizia immortale che lega tutti i Soci e che rende autentici i valori in cui crediamo fermamente.

L: Io faccio parte di una nuova generazione, conosco la storia degli AdB come associato non certo come pioniere ma, come dice giustamente mio padre, i valori in cui si è sempre mossa l’Associazione sono quelli con cui mi ha educato e nei quali credo anche io, quindi è stato facile trovarmi a mio agio in questo gruppo.

Siamo nel nuovo millennio ormai da un po’ e la tecnologia si muove alla velocità della luce, ci sono difficoltà a stare al passo coi tempi?

GE: La tecnologia ha permesso cose che anni fa si pensavano inimmaginabili e ci dimostra ogni giorno che l’attualità e la ricerca sono fondamentali per la riuscita del nostro lavoro. Per questo è sempre vista come un’alleata nella quotidianità di un dentista, mai come una nemica.
L: …E proprio a questo servono i Congressi. Lo scambio sistematico delle esperienze di ognuno, è un dono prezioso: mettere insieme l’esperienza di ieri con quella di oggi rende possibile una formazione unica nel suo genere. Mi sento di affermarlo con certezza visto che, proprio qui, oggi, parlano con lei due dentisti che rappresentano momenti storici diversi ma entrambi con una preparazione omogenea e completa…
GE: …Ho un figlio modesto! Scherzi a parte, Luca dice la verità. Attraverso gli Amici di Brugg siamo in grado di essere sempre “sul mercato” a 360 gradi e questo vale per i giovani (indica Luca, suo figlio) e per i meno giovani (indica se stesso sorridendo).

Avete anticipato un altro argomento che mi faceva piacere sviscerare un po’ meglio: i Congressi. Gli Amici di Brugg si riuniscono a Stresa, giusto? Come mai la scelta di questo luogo famoso per la musica, per la letteratura e per la magia di luoghi introspettivi e nello stesso tempo così ospitali?

L: La scelta di Stresa rappresenta per me una novità, seppur nell'ambito dell'Associazione sia invece un ritorno al passato. Non nascondo la mia curiosità nel godere, in un periodo dell'anno perfetto, la bellezza e le attrattive di una location così affascinante. Una sede comoda da raggiungere per molti, che sono sicuro vedrà un numeroso gruppo di amici e colleghi riunirsi per vivere quello spirito di aggregazione e scambio culturale che contraddistingue da sempre gli Amici di Brugg.
GE: A Stresa, come dice Luca, gli Amici di Brugg hanno iniziato a radunarsi anni fa. Tornarci nel 2017 significa tornare alle origini, ma non per nostalgia. Il vero significato è tornare dove tutto ha avuto inizio per capire quanta strada si è fatta e studiare tutti i miglioramenti che ancora possiamo fare.

“La ricerca clinica e scientifica ha cambiato le basi teoriche di impostazione sia dei trattamenti che della professione e delle tecniche terapeutiche”, parole di Fabio Toffenetti. Come ci si sente ad essere testimoni di un cambiamento così importante?

GE: Stare all’interno di un cambiamento arricchisce sempre. Il confronto tra quello che era e quello che è lascia spazio all’immaginazione a quello che sarà… Cosa c’è di più elettrizzante?
L: Inoltre regala una prospettiva di innumerevoli limiti che ancora si possono abbattere. Lei sarebbe capace ad immaginare un mondo senza futuro? Nessuno è in grado di farlo e noi ci riuniamo per far sì che questo sia possibile in un tempo prossimo, molto prossimo. Ecco l’elettricità che gira nell’aria di Stresa quando gli Amici di Brugg si riuniscono.

Insomma mi state facendo venire voglia di partecipare alle vostre riunioni!

GE: Ogni nuovo partecipante è ben accetto.
L: Non ci sottovaluti, si divertirebbe, sa!

A tale proposito mi è capitato di leggere una lettera un po’ “risentita” rivolta anni fa al vostro fondatore, di un dentista che rivendicava ad ognuno la propria professione mettendo un netto confine tra medici e odontotecnici. Il fondatore rispondeva: “in una famiglia tutti hanno gli stessi diritti”. È così ancora oggi all’interno degli Amici di Brugg?

GE: Assolutamente sì. Lo scopo degli Amici di Brugg, oltre al piacere di ritrovarsi, è quello di istruire chiunque abbia voglia di rimanere al passo coi tempi, al nostro interno c’è solo voglia di crescere. E la crescita, da sempre, è aperta a tutti
L: Non potrei essere più d’accordo. Nessuno ha mai inteso la propria esperienza o le proprie capacità come uno strumento per emergere sugli altri, ma semplicemente un modo per colmare quella curiosità che, come studiosi e ricercatori, tutti abbiamo.

Ho aperto questa piacevole intervista chiedendovi una canzone che vi rappresentasse, adesso la vorrei chiudere, sempre in maniera ironica, chiedendovi di rappresentarvi personalmente con un personaggio mitologico.

GE: Non saprei, ci devo pensare… forse Proteo, che vuol dire “primo nato” ma capace di cambiare forma in ogni momento… insomma il vecchio e il nuovo non mi spaventano!
L: Io senz’altro Ermes, oltre ad essere messaggero degli dei era il dio dei confini, dei viaggi, delle comunicazioni… mi piace pensarmi ogni tanto come piccola rappresentanza del mondo che verrà…
GE: Cosa le dicevo? Ho un figlio modestissimo!

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