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CARLO GUASTAMACCHIA

STRESA: 60°degli Amici di BRUGG

Dal 29 giugno all’1 luglio si svolgerà a Stresa, al Convention Center, il 60° Congresso degli Amici di Brugg. In queste giornate, di particolare importanza, data la ricorrenza pluridecennale, specifica attenzione sarà riservata al Corso per Assistenti (ASO), tenuto, il venerdì 30, da Carlo Guastamacchia con il suo gruppo di lavoro (TEAMWORK).
E’ importante notare quale sia il doppio significato del termine “teamwork”. Con questa espressione ci si vuol riferire sia all’equipe di lavoro in sé, composta dai vari componenti di uno studio tra loro collaboranti, sia al lavoro sinergico che, per problemi diagnostici e terapeutici, viene svolto, per lo stesso paziente, da dentisti con diverse competenze super-specialistiche.
Molto importante il fatto che, anche quest’anno, come è tradizione da sempre, il Presidente e il Consiglio Direttivo degli Amici di Brugg abbiano voluto dedicare una specifica giornata all’aggiornamento del personale ausiliario con un apposito Corso.

Il Corso avrà, come tema generale, “Ergonomia&Comunicazione 2017. Studio delle procedure operative, chi fa cosa-come-quando”. L’impostazione di quest’anno costituisce la continuazione di quanto l’anno passato, a Milano, fu trattato come analisi del lavoro di equipe. Si parlò, allora, con particolare attenzione, di quanto l’equipe e l’ASO dovevano affrontare riguardo alle procedure manuali ed a quelle riguardanti la comunicazione con il paziente.
Lo svolgimento del corso attuale, come continuazione di quello passato, si presenta articolato in vari passaggi, ad iniziare dal “CHI, studio dell’organigramma”. In questa frazione saranno esaminate le varie figure operanti nello studio, sia da un punto di vista istituzionale che formale che informale. L’importanza di questo approccio è evidente, dato che è a tutti ben chiaro come lo svolgimento quotidiano della nostra attività si possa considerare inapplicabile senza la presenza attiva e responsabile di una o più collaboratrici; della “squadra”, quindi, dovrà parlarsi e non soltanto dei singoli.
Un’ attenzione particolare sarà dedicata al numero totale dei componenti l’equipe, dato che l’armonia di ogni sede di lavoro è strettamente dipendente da come i vari componenti sanno collaborare tra loro, oltre che con il dentista.
Purtroppo ci si deve rammaricare del fatto che a questa realtà operativa fino ad oggi non possa dar sostegno un riconoscimento istituzionale, che configuri la collaboratrice ASO quale figura riconosciuta in chiave nazionale, senza regionalismi settoriali penalizzanti, sia pure importanti. E’ però dovere indiscutibile ricordare come, dagli Amici di Brugg, fin dai tempi, nostalgicamente pionieristici, di Biaggi e Castagnola, alla didattica per le ASO, venisse attribuita un’ importanza particolare, per la quale, fin dall’inizio, venne trattata la cura e la didattica pratica. Vediamo, allora, come sarà affrontata la successione delle vare fasi del corso, con questo schema dei momenti didattici.

CHI E COSA. Si farà, anzitutto, un’analisi generale di chi e quanti (Dentista, Igienista, ASO = Assistente di Sala Operatoria) compongono l’equipe. Si parlerà di come, partendo da un minimo sostanzialmente indiscutibile si possa poi passare, in progressione, a soluzioni differenti, con specifiche personalizzazioni a seconda dei diversi tipi di studio.
L’ASO sarà studiata in funzione delle diverse modalità di collaborazione che saranno poste in atto a seconda che si tratti di Assistente alla terapia (preparazione-esecuzione-riordino), oppure alla comunicazione di base (receptionist-comunicatrice e gestione dell’agenda) oppure come segretaria in senso più classico (amministratrice, gestione dei preventivi/consuntivi, incassi, fiscalità, adempimentistica…).
Considerazioni a parte si faranno per i problemi inerenti alla pulizia ed alla manutenzione dello studio. Questa dovrà essere affidata all’ASO soltanto per ciò che riguarda la parte clinica, mente sarà un’impresa di pulizie a dover essere incaricata della manutenzione e della pulizia generale.
L’Igienista è studiata quale deputata alla prevenzione in toto, cioè in tutti i suoi particolari, relativi alle procedure di preparazione, esecuzione e riordino, sempre dietro specifiche prescrizioni dell’odontoiatra. Si discuterà anche della gestione dei richiami da parte sua, con particolare attenzione di come, questi ultimi, devono essere sempre tenuti sotto controllo da tutti i componenti dell’equipe, affinché il Paziente percepisca il valore fondamentale che lo studio attribuisce alla prevenzione.
Al Dentista, come ovvio componente essenziale dell’equipe, viene dedicata attenzione sia riguardo alla sua attività di terapeuta (generico, specialista) per medicina, odontoiatria, psicologia, sia come imprenditore riguardo alle capacità di iniziativa, gestione generale, organizzazione, supervisione, gestore dei rischi.
Verranno anche trattati i numerosi problemi estemporanei che possono verificarsi in ogni studio, in maniera statisticamente certa ma cronologicamente imprevedibile: alludiamo a problemi di turnover, neo-addestramento, pensionamenti, gravidanze.

COME E QUANDO viene strutturata la competenza di un’ ASO ? Ecco un argomento fondamentale, al quale si dedicherà attenzione basandoci su quanto è più probabile allo stato attuale delle cose. Ancora oggi il metodo che si può considerare più frequente, per quanto non esistano statistiche indiscutibili, è quello di una formazione non strutturata in modo istituzionale e nazionale, con una successiva esperienza acquisita “sul campo”.
In ogni caso, anche quando un’ASO è stata istruita e preparata attraverso uno dei numerosi titoli regionali, si deve poi ricordare che, per ogni studio in cui venga assunta, deve realizzarsi un apprendimento specifico personalizzato, a seconda delle modalità specifiche quali ogni studio esige.
A questo proposito sarà esaminata, con particolare attenzione, la sostanziale difformità che esiste tra l’approccio teorico (legale?) e la pratica, talora pericolosamente trasgressiva, dell’attività dell’ASO.
Lo svolgimento della giornata sarà impostata con una disamina generale dei problemi, seguita poi, come accadde l’anno passato, da un esame relativo alle varie specialità. Pertanto all’impostazione di base di Carlo Guastamacchia si affiancheranno, successivamente, gli esami specialistici di Andrea Posadinu per il capitolo riguardante la comunicazione e l’ergonomia in protesi, di Stefano Zandonella per l’ergonomia e la comunicazione in implantologia. Laura Cambria tratterà l’impostazione collaborativa dell’ASO per l’ortodonzia e Michele Olea per la comunicazione ed ergonomia all'interno del teamwork per l’endodonzia.
Verranno appositamente lasciati tempi specifici per il momento delle domande- risposte, cui parteciperanno tutti gli oratori che, dalla mattina, hanno iniziato a trattare gli argomenti citati.

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